<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description>I miei occhi, i miei passi, il mio ritmo e New York City di fronte  che ammicca. Le note di un biker mediterraneo prestato al cuore di Brooklyn.

Sono nato nel 1977 in un inverno di piombo con il Sole che splendeva su Napoli. Sono stato un cowboy in Maremma Toscana negli anni ‘80. Sono uscito indenne dagli anni ‘90 ed ho viaggiato in 45 Paesi. Faccio il Visual Designer. Mi perdo nei miei sogni, molti li realizzo, altri mi fanno da cuscino. Quello che non scrivo lo scatto. Poi ho scelto Nuiorc.</description><title>Nuiorc</title><generator>Tumblr (3.0; @nuiorc)</generator><link>http://www.nuiorc.com/</link><item><title>Some America for Breakfast</title><description>&lt;img src="http://29.media.tumblr.com/tumblr_ly23cuOqq21qafosao1_500.png"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Some America for Breakfast&lt;/p&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/16121230114</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/16121230114</guid><pubDate>Thu, 19 Jan 2012 12:31:42 -0500</pubDate></item><item><title>Liberty and Justice for All on Flickr.</title><description>&lt;img src="http://29.media.tumblr.com/tumblr_lsvse8uiSO1qafosao1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/carminesavarese/6232635387/" title="Liberty and Justice for All" target="_blank"&gt;Liberty and Justice for All&lt;/a&gt; on Flickr.&lt;/p&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/11303444833</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/11303444833</guid><pubDate>Mon, 10 Oct 2011 23:01:20 -0400</pubDate><category>zuccotti park</category><category>new york occupy wall street</category></item><item><title>Humanity 911, a set on Flickr.Humanity 911, il genere umano in...</title><description>&lt;img src="http://28.media.tumblr.com/tumblr_lrfyzgt5x21qafosao1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div style="padding: 0; overflow: hidden; margin: 10px auto 0 auto;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/carminesavarese/6142583334/in/set-72157627658103494/" title="Mrs. One" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://farm7.static.flickr.com/6182/6142583334_322d18ca7b_m.jpg" alt="Mrs. One" style="width:23.4%; display:inline-block; margin-right:2%; padding:0; border:0; overflow:hidden;"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/carminesavarese/6142587412/in/set-72157627658103494/" title="Officer Two and Mr. Three" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://farm7.static.flickr.com/6076/6142587412_a3b6ae9fdf_m.jpg" alt="Officer Two and Mr. Three" style="width:23.4%; display:inline-block; margin-right:2%; padding:0; border:0; overflow:hidden;"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/carminesavarese/6142037823/in/set-72157627658103494/" title="Mr. Four" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://farm7.static.flickr.com/6189/6142037823_98f23348e1_m.jpg" alt="Mr. Four" style="width:23.4%; display:inline-block; margin-right:2%; padding:0; border:0; overflow:hidden;"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/carminesavarese/6142596372/in/set-72157627658103494/" title="Señor Five" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://farm7.static.flickr.com/6085/6142596372_34d3764b4d_m.jpg" alt="Señor Five" style="width:23.4%; display:inline-block; margin-right:2%; padding:0; border:0; overflow:hidden;margin-right:0;"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/carminesavarese/sets/72157627658103494/" target="_blank"&gt;Humanity 911&lt;/a&gt;, a set on Flickr.&lt;/p&gt;Humanity 911, il genere umano in un giorno di settembre, downtown New York.</description><link>http://www.nuiorc.com/post/10153332620</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/10153332620</guid><pubDate>Mon, 12 Sep 2011 23:28:28 -0400</pubDate></item><item><title>"New York City è il mondo a domicilio."</title><description>“New York City è il mondo a domicilio.”</description><link>http://www.nuiorc.com/post/5508807197</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/5508807197</guid><pubDate>Sun, 15 May 2011 09:15:39 -0400</pubDate></item><item><title>Lo Zio Sam leva mano. Non e' piu' storia! :)</title><description>&lt;p&gt;&lt;a title="Uncle Sam by Carmine., on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/carminesavarese/5370983104/" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Uncle Sam" height="347" width="500" src="http://farm6.static.flickr.com/5242/5370983104_94449f8cb8.jpg"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Midtown Manhattan, 2011 © Carmine Savarese.&lt;/p&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/2862004836</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/2862004836</guid><pubDate>Fri, 21 Jan 2011 17:10:00 -0500</pubDate></item><item><title>“LO SCATTO DELLA MENTE” - parlando di Fotografia e...</title><description>&lt;iframe src="http://player.vimeo.com/video/18536964?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=ff0179" width="400" height="224" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;“LO SCATTO DELLA MENTE” - parlando di Fotografia e Nuiorc. Un intervista a Carmine Savarese. NYC, 20/11/2010&lt;/p&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/2859612402</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/2859612402</guid><pubDate>Fri, 21 Jan 2011 14:06:27 -0500</pubDate></item><item><title>I Pompieri</title><description>&lt;p class="MsoNormal"&gt;L’inverno é alle ultime battute, la giornata e’stata fredda, assolata ed intensa. Al tramonto ho deciso per un Chai Latte ed il mio taccuino nella caffetteria all’angolo tar Havemeyer e Grand. Uno dei miei luoghi intimi. Mi piace sedere dove posso osservare entrambe le strade e vedere Brooklyn che scorre.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi piacciono i clienti assorti nei loro Mac, mi piace il silenzio che riempie il tempo, spezzato di tanto in tanto dal rumore di una tazza contro il piatto, di qualche parola sussurrata, dalla porta che si apre. Io non sono qui per connettermi oggi, sono qui per usare carta e penna, come una volta. Fuori in strada c’é una morbida quiete.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Alzo gli occhi ed osservo gli alberi dalla vetrina che tra meno di un mese saranno in fiore, alzo lo sguardo una seconda volta, piú che altro distratto dal suono di una sirena che si avvicina, alzo gli occhi ancora e la quiete di Havemeyer e’stata irrimediabilmente squarciata dall’intero Fire Department di South Williamsburg che e’ piombato all’incrocio con autopompe e mezzi di ogni genere. C’è stato un incendio all’ultimo piano del building dall’altro della via.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;E se pochi secondi prima sarei potuto essere in una qualsiasi caffetteria all’ incrocio di una qualsiasi via dell’Occidente, ora ho la piena percezione di poter essere solo a New York City dove i pompieri quando entrano in scena sono eroi assoluti e magnifici e solo Superman e l’Uomo Ragno da queste parti riscuotono pari successo.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Mollo il taccuino e pago il Chai alla cassiera, che con poca emozione presta attenzione ad una ragazza che si lamenta del fatto che queste cose di solito succedono in tv e che invece a prender fuoco è stato l’appartamento dirimpetto al suo. Esco curioso ed eccitato.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Una scintillante autopompa rossa e cromata fa bella mostra di sé stesa di traverso sulla via, i curiosi si accalcano sul marciapiede ed i New York’s Finest &lt;em&gt;(la polizia, n.d.a)&lt;/em&gt;&lt;span&gt;, arrivati pure loro, regolano il tutto, come di consueto. La gente vocifera che nell’appartamento non ci fosse nessuno, ma da dove sia scoccata la scintilla non si sa ancora.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Vedo le scale antincendio servire sul serio ed un paio di questi scintillanti eroi stanno giá facendo irruzione nell’appartamento, sfondando i vetri della finestra qualcuno urla -keeeep oooff- ed alcuni vetri s’infrangono sul marciapiede.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;In strada i pompieri si danno un gran da fare e sulle giacche ignifughe posso leggere i nomi: De Jesus, Coccio, Kowalski. Mi emoziona l’idea che in quelle letterine catarifrangenti sia racchiusa l’essenza della storia di questa cittá fatta degli uomini che sono venuti qui da ogni angolo della Terra con un nome a testimoniarlo ed un sogno nello sguardo e che poi tutto questo si sia stato uniformato da pennellate a stelle e strisce e dal tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Intanto la notte è calata e le luci delle sirene rosse e blu contribuiscono a mantenere sospesa l’atmosfera del quartiere. Dall’altro lato della via una grassa donna dominicana  in ciabatte osserva il palazzo fumante. Un ragazzo appena giunto sulla scena, skate sottobraccio, chiede in spagnolo cosa sia successo. La donna risponde in spanglish che lei abita al piano di sotto, che i pompieri l’hanno fatta evacuare, ma che il peggio è passato e per gli eroi si tratta solo di rimettere tutto in ordine e restituire la calma consueta ad Havemeyer street.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Io ascolto, osservo e tutto, d’improvviso, rientra nei ranghi, le pompe si riavvolgono ed i mezzi tolgono il disturbo, ora in religioso silenzio. Gli eroi hanno spento l’incendio e non c’è stato neanche un gattino da salvare.&lt;/p&gt;

&lt;!--EndFragment--&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://media.tumblr.com/tumblr_l0m08g2WTC1qavusa.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;!--EndFragment--&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/513201163</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/513201163</guid><pubDate>Sun, 11 Apr 2010 10:47:30 -0400</pubDate></item><item><title>Noi a Nuiorc per Nuok.</title><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Carmine, raccontaci brevemente chi è Olivia!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ollie dagli occhi color nocciola l’ho conosciuta al 41esimo piano di un building colossale sulla 38esima strada, in una mattina pallida del dicembre 2008. Era assorta nel suo lavoro alla redazione de la “La Cucina Italiana”. Anche lei, come me, era a New York da meno di 2 mesi ed aveva da poco iniziato la sua internship come marketing assistant nell’edizione americana della nota rivista. Lo stage dopo pochi mesi si e’ trasformato in una posizione di lavoro e che ora e’ il suo baricentro nella Grande Mela. Quella mattina era assorta sulla scrivania ed io passavo di la’, ci siamo scambiati un paio di sguardi complici e le ho chiesto l’amicizia su Facebook.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da quel momento e’ iniziata una love story newyorchese degna dei migliori film delle ventietrenta che ci hanno cresciuto. Passeggiate mano nella mano a Central Park, pazze corse sotto la neve, l’albero di Natale al Rockfeller center, le cenette romantiche e la Brooklyn Heights Promenade dove baciarsi con la luna complice e Manhattan che ammicca. New York ci ha stregato e dopo una pausa a casa in Toscana, allo scadere dei tre mesi fatidici, abbiamo deciso di tornare nella nostra Mela insieme. Questa volta per viverci. Olivia sa di olio di oliva, di cipressi e di morbidi colli fiorentini. Non ha ancora trent’anni ed ha una laurea in Cinema e Televisione e sogna un cagnolino bianco. Ollie ama la buona cucina e quest’anno ha iniziato a tenere un blog intitolato &lt;a&gt;New York, Italia&lt;/a&gt; molto piacevole da leggere, che ci tiene aggiornati sugli eventi italiani della Grande Mela.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;e, Olivia, raccontaci di Carmine!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Carmine e’ il mio sole! Quella mattina aveva un paio di scarpe gialle ma sono stati i suoi occhi azzurri che mi hanno folgorato. E’ la mia fonte d’ispirazione ed il mio sale, Carmine vive con me, per me, in me. Carmine e’ un Creativo, lo e’ da quando e’ nato 33 anni fa sotto il sole di Napoli. Ha continuato ad esserlo quando si e’ trasferito in Toscana e lo e’stato durante tutti i suoi viaggi in giro per il mondo e lo e’ ancor di piu’ da quando ha scelto New York. Due settimane prima delle elezioni di Obama, dopo un estate di riassetto della sua vita, ha semplicemente detto -voglio andare a vivere nella Grande Mela- Mi raccontava che i primissimi mesi, quando viveva da un amica a Park Slope era solito alzarsi la mattina presto e camminarsi quanta piu’ New York poteva a piedi, da Brooklyn fino su al Bronx, con la sua Nikon. La fotografia e’ uno dei punti fermi della sua creativita’, i suoi scatti sono su &lt;a&gt;Flickr&lt;/a&gt;. Quando siamo tornati insieme nella Grande Mela, questa volta per viverci, lui ha iniziato ad impostare la sua attivita’ di designer freelance, &lt;a&gt;Creativa&lt;/a&gt;, prendendo un suo spazio a Williamsburg dedicandosi a progetti Italiani ed Americani. Uno su tutti e’ &lt;a&gt;inTuscany.info&lt;/a&gt; in fase di sviluppo.&lt;br/&gt;Il suo blog e’ &lt;a&gt;Nuiorc&lt;/a&gt; e Carmine e’ un creativo sul serio nel senso che e’un turbinio di idee, di conoscenza, di sogni e di attivita’. Riesce a vedere la vera NY e la conserva pezzo dopo pezzo nei suoi scatti, costruendone un puzzle. La sua sensibilita’ e intelligenza sono la mia forza, il suo ritmo serrato e la mia confusione si amalgamano morbidi. In un caos di suoni, colori e odori, Carmine e’ casa mia, quel punto fermo indelebile che permane al mio fianco. &lt;a&gt;CarmineSavarese.com&lt;/a&gt; e’ la sua business card.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Abbiamo visto New York in tutte le salse nei film e nei serial. C’è stato qualcosa che non vi aspettavate e che vi ha sorpresi?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Brooklyn! Brooklyn e’ la miglior cosa che New York City puo’ offrire. Senza dubbio. Quando siamo arrivati la prima volta a New York avevamo un idea cinematografica di Brooklyn inteso come non meglio definito quartierone di questa immensa citta’ e da italiani ci rifacevamo agli echi della Broccolino degli emigranti. Poi ci abbiamo messo piede prima e vissuto poi ed scoperto questa magnifica citta’ nella citta’. Fatta di quartieri piacevolissimi a misura d’uomo dove la vita scorre tranquilla e lontana dal caos di Manhattan, pur potendola raggiungere, all’occorrenza, con pochissimi minuti di subway. Brooklyn ancora oggi e’ tra le prime 5 citta’ degli Stati Uniti con i suoi 4 milioni di abitanti e decine di comunita’ che la vivono. Ha una sua fiera ed indipendente storia e la possibilita’ di essere al centro del mondo senza necessariamente stare all’ombra di un grattacielo. Williamsburg e Bushwick sono i quartieri degli artisti e dei creativi, Brooklyn Heights e’ una piacevole zona residenziale con case di pregio ed una passeggiata mozzafiato sul fiume che guarda Manhattan, per non parlare di Park Slope e del verdissimo Prospect Park. Brighton Beach e’ il quartiere russo sul mare e Coney Island e’ la spiaggia di tutti i newyorchesi e questo solo per citarne qualcuno. Noi saremo sempre grandi sponsor di Brooklyn ed in questo periodo siamo alla ricerca del nostro appartamento dei sogni nei suoi quartieri piu’ belli. Un consiglio: affittate una bici e pedalate per tutta Brooklyn, chiudete la gita attraversando il ponte verso Manhattan al tramonto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Che cosa importereste in Italia dalla Grande Mela?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hummus e Sushi. Vivendo a New York si diventa “addicted” a queste due delizie con origini esotiche ma ormai newyorchesi quanto un hot dog di Nathan’s! Ma soprattutto ci piacerebbe che gli italiani importassero dalla Grande Mela il senso di comunita’ internazionale e di tolleranza che qui e’ cosi’ forte e che nel nostro paese, ormai multietnico, manca quasi completamente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Che cosa dovrebbe vedere per prima cosa un creativo a New York?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un creativo a New York dovrebbe innanzitutto camminare, tutta la citta’ in lungo e largo, dal Bronx a Coney Island, da Jersey City a Jamaica. Passeggiare per intere giornate, raccogliendo quegli stimoli che nella Grande Mela sono disseminati praticamente ad ogni angolo. Poi, per restare sul classico, MoMa eGuggenheim che sono in assoluto i nostri musei preferiti. E per la notte qualche concerto Indie Rock alla Bowery Ballroom, al Mercury Lounge o al Brooklyn Bowl di Williamsburg.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Qual è la trappola turistica in cui vale la pena cadere a New York?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’Empire State Building, vera trappola turistica con una fila pazzesca per salire sul rooftop, ma imperdibile per la bellezza ed il senso di grandezza che puo’ dare lo spettacolo di tutta New York City ai tuoi piedi. Dal New Jersey a Brooklyn. Una dritta, andateci di notte, lo spettacolo delle luci della citta’ e’ maestoso e c’e’ meno fila che durante il giorno.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Qual è il vostro posto segreto in città?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In quasi due anni abbiamo messo da parte piu’ di un posto segreto e li custodiamo tutti un po’ gelosamente. Ma per gli amici di Nuok abbiamo deciso di condividere South Point a Roosevelt Island, la lunga isola nell’East River tra Manhattan e Queens che da un paio di secoli e’ un luogo di cura e di riabilitazione e che conserva una pace speciale tra il caos della metropoli. Il modo piu’ piacevole per arrivarci e’ prendere lafunivia sulla 59esima strada di fronte al Queensboro Bridge, che ti permette di godere del panorama sul fiume ed in meno di 5 minuti ti deposita sull’isola. Poi, con una breve passeggiata verso sud, attraverso una stradina bianca con l’erba di scarpata, si superano le rovine di un ospedale ottocentesco e si giunge in un ampio spiazzo verde sulla punta dell’isola che domina il palazzo dell’Onu e lo skyline di Manhattan proprio nel bel mezzo dell’East River. E’ un incanto andarci a primavera fare un picnic e magari quattro passaggi a racchettoni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;intervista doppia pubblicata su &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.nuok.it" target="_blank"&gt;www.nuok.it&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/469383163</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/469383163</guid><pubDate>Tue, 23 Mar 2010 23:31:33 -0400</pubDate><category>nuok</category><category>new york</category><category>carmine</category><category>olivia</category><category>carmine e olivia</category><category>brooklyn</category></item><item><title>Photo</title><description>&lt;img src="http://29.media.tumblr.com/tumblr_kzrny9VTBg1qafosao1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/469363595</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/469363595</guid><pubDate>Tue, 23 Mar 2010 23:20:33 -0400</pubDate></item><item><title>"Brooklyn al sole sono due ragazze che bevono con la cannuccia da una noce di cocco.

Brooklyn al..."</title><description>“&lt;p&gt;Brooklyn al sole sono due ragazze che bevono con la cannuccia da una noce di cocco.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Brooklyn al sole e’una bimba con i dreadlocks che ti fa -hi!- con la manina.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Brooklyn al sole e’ il camioncino dei gelati che arriva scampanellando ed i ragazzi che gli corrono incontro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Brooklyn al sole e’ un tizio latino in auto con il finestrino aperto che si muove a ritmo di reagge.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Brooklyn al sole sono io che osservo i passanti raggianti di primavera.&lt;/p&gt;”</description><link>http://www.nuiorc.com/post/453203275</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/453203275</guid><pubDate>Tue, 16 Mar 2010 20:02:05 -0400</pubDate></item><item><title>Redwall.</title><description>&lt;img src="http://30.media.tumblr.com/tumblr_kz2ms1IyhO1qafosao1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Redwall.&lt;/p&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/439084095</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/439084095</guid><pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:55:13 -0500</pubDate></item><item><title>A Sud del Ponte si ferma il tempo.</title><description>&lt;p&gt;Domenica mattina c’era il sole, l’aria fredda tersa e quella bella luce limpida. Avevo una matta voglia di bici e di New York. Di quella Mela intima, solo mia, quella che mordo isolato dopo isolato ed assaporo miglio per miglio, mai sazio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La bici si e’ rivelata la mia nuova compagna fedele ed ha irrimediabilmente ampliato gli orizzonti delle mie galoppate cittadine. Mansuete, le due ruote aspettavano nella mia base creativa a Williamsburg. Cosi’ ho snobbato la Manhattan domenicale, gia’ zeppa di gitanti, con un agile doppio balzo e come un ciottolo sullo specchio di un lago sono piombato a Bedford Avenue rimbalzando sui vagoni vuoti della linea 6 e della linea L. Brooklyn la domenica mattina profuma di bagels inzuppati nel caffe’, di letti ancora caldi e di quattro passi fatti senza fretta. E’ morbida ed immobile e ti appartiene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Resomi centauro all’inforcare il velocipede ho fatto rotta verso Sud; diretto a quel ponte dove la Williamsburg degli artisti e dell’Indie Rock cede il passo ad un barrio dominicano che subito sfocia in un controverso crocevia. Il rosso gigante bridge deposita incessantemente auto, treni e pedoni sulle due rive del fiume e s’incontra con Marcy Avenue e con la Broadway brooklynese in un largo spiazzo dove una specie di grosso cupolone fa mostra di se’. Qui in piu’ occasioni ho avuto  la dolce sensazione di trovarmi da noi a casa, forse a Roma, un poco anche a Napoli.&lt;br/&gt;Il cupolone altro non e’ che l’ottocentesca sede della Banca di Brooklyn ed oggi filiale della cinese onnipresente HSBC e non si tratta solo di questo ma del connubio che crea con l’adiacente piazzetta con tanto di statua equestre, panchine ed aiuole, che potrebbe essere Torino o Firenze. Spesso amo venire qui a prendere il treno. Dalla sopraelevata si gode questo scorcio familiare e sullo sfondo le guglie dei grattacieli argentei di Manhattan. Quintessenza gustosa e garibaldina dei due mondi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non mi ero ancora spinto a sud del ponte e mi ripromettevo di farlo perche’ curioso dei gruppetti di ebrei ortodossi che spuntano sovente dalle vie laterali. Vestiti in nero, lunghe barbe, cappelloni a tesa larga e tutti con un fare molto serio ed indaffarato. Vedevo le loro donne, tutte con gonna sotto il ginocchio e fazzoletto in capo, attraversare a piedi di gran carriera il ponte fino a Delancey. Mi stupivano quegli scuolabus con scritte yiddish lungo la fiancata carichi di ragazzetti biondini in divisa, rasati sul cranio e con lunghi boccoli alle tempie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora ho pedalato oltre il ponte di Williamsburg ed ai miei occhi si e’ rivelato un intero quartiere Jewish Chassidico. Ero fuori dal tempo.&lt;br/&gt;A New York City gli Ebrei sono 2 milioni, quasi quanto tutti gli abitanti di Gush Dan, la grande area metropolitana di Tel Aviv. Di questi quasi nessuno ha mai messo piede in Israele; ne’ loro ne’ i loro nonni, che giunsero sulle rive dell’Hudson dall’Europa Centrale nel secolo scorso. E non vi erano stati nemmeno quelli che alla fine del ‘700 fuggirono da Recife, Brasile, alla ricerca di liberta’ di culto per arrivare nel Lower East Side. Giudei polacchi, ucraini, magiari e russi col fardello di millenarie persecuzioni trovarono la terra promessa a Brooklyn.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Doveva essere un giorno speciale quella domenica. Un numero incredibile di passeggini e di bambini affollavano le vie. Giovani donne col fazzoletto in testa e lo sguardo basso mi lanciavano sfuggenti timide occhiate continuando a ciarlare tra loro. Padri con fulgide barbe biondastre e lunghi boccoli alle tempie uscivano affannati dalla sinagoga. Avevano tra le braccia maschietti urlanti ed appena circoncisi avvolti in coperte di lana a strisce bianche ed azzurre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I rabbini anziani non mi guardavano di buon occhio cosi’ colorato in bici turchese e felpa blu. Nella la mia discesa in questo quartiere che si rivelava immenso con difficolta’ sono riuscito a scattare qualche foto. Mi sono sentito inopportuno. I commercianti di gioielli e cappelli facevano capolino dalle botteghe e come in un luogo comune si strofinavano le mani avide. Le insegne in yiddish sapevano di cabala ed il cibo in mostra era solo kosher. Credo che 100 anni fa qui deve essere stato tutto pressocche’ identico. E cosi’ fino a Myrtle Avenue, poi pian piano, questi signori in nero con fare solenne diventavano piu’ radi e comparivano di nuovo i volti latini e ragazze di colore e tacchi a spillo e wasp puritani in tuta da jogging ed emergo a Fort Greene. Ero tornato in negli States ma non avevo mai lasciato New York, nonostante il viaggio nel tempo non mi sarei potuto trovare altrove.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi ho accellerato la pedalata e sono schizzato sul Manhattan Bridge, avevo un appuntamento a Chinatown. Ma questa e’ un altra storia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img height="500" width="353" src="http://farm5.static.flickr.com/4071/4379311783_c95cb8f045.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/424211041</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/424211041</guid><pubDate>Wed, 03 Mar 2010 09:30:34 -0500</pubDate></item><item><title>Bellezza #2. Questioni di vanita’ senza eta’ a...</title><description>&lt;img src="http://28.media.tumblr.com/tumblr_kxyqkjncOO1qafosao1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Bellezza #2. Questioni di vanita’ senza eta’ a Chinatown.&lt;/p&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/393786275</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/393786275</guid><pubDate>Tue, 16 Feb 2010 20:53:00 -0500</pubDate></item><item><title>Bellezza #1. Il tempo che passa a Chelsea.</title><description>&lt;img src="http://30.media.tumblr.com/tumblr_kxsz90RPxF1qafosao1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Bellezza #1. Il tempo che passa a Chelsea.&lt;/p&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/387910956</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/387910956</guid><pubDate>Sat, 13 Feb 2010 18:14:00 -0500</pubDate></item><item><title>Magie e Uomini con Cappello che appaiono e scompaiono nei...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/tumblr_kxp8rh7JTD1qafosao1_r1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Magie e Uomini con Cappello che appaiono e scompaiono nei sotterranei del Queens.&lt;/p&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/384427088</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/384427088</guid><pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:50:00 -0500</pubDate></item><item><title>Prove di Liberta'</title><description>&lt;p&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;20/8. Prove di Liberta’. La spiaggia oceanica e’una striscia dorata che vuol correre all’infinito. L’Isola del Fuoco e’ soprattutto lunga e guardando l’orizzonte immagino le coste del Portogallo dal lato opposto. Penso agli ultimi secoli ed agli uomini che hanno solcato questo Atlantico oceano con la stessa luce bianca accecante a brillare negli occhi. E’ curiosita’ e timore e speranza e desiderio e fuga e disperazione e ricongiunzione e brama. E’ Vita ed e’ Morte su vascelli/fuscelli e su titanici colossi d’acciao. Sono Vichinghi che in sordina si prendono la briga di traversarlo per primi. E’ un Italiano ambizioso, ma sognatore quanto basta a renderlo simpatico, a toccare le terre aldila’ ed a farne un evento mediatico rinascimentale. Poi sono gli avidi Britannici ed i grezzi Spagnoli, sono gli Uomini senza niente da perdere della flagellata ed antica Europa e sono i figli dell’Africa sradicati senza amore e ripiantati in una terra dove per crescere hanno lacrime salate e non dolce acqua. Ed in senso contrario sono partiti i figli del Nuovo Mondo, uomini di ogni colore ma in una sola identica verde divisa, a liberare il Vecchio dagli scempi e dalla follia dei loro padri. Mentre penso sto correndo e la Mela Grande, frutto e madre di queste traversate, oggi e’ lontana e la posso soltanto immaginare 50 miglia dietro di me. Correndo ho solo gabbiani ed oceano e dune di sabbia e conchiglie preistoriche giganti e tutti gli Uomini della Terra finiscono per non esistere e la Storia degli Uomini potrebbe essere solo un mio pensiero. Corro ed il mio unico legame fisico con la civilta’ umana e’ il costume blu che indosso. Lo tolgo. Corro ancora. Non penso piu’. Sono un gabbiano.&lt;!--EndFragment--&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/384419184</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/384419184</guid><pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:44:36 -0500</pubDate></item><item><title>"4/8. La ragazza dai capelli rossi e’ molto bella, e’ alta e sicura del suo passo. Mi..."</title><description>“4/8. La ragazza dai capelli rossi e’ molto bella, e’ alta e sicura del suo passo. Mi precede all’uscita della stazione di Herald Square. Ha unghie smaltate di rosso e mani velate da lunghi guanti neri che danno un buon indizio sulla sua meta. Ha scarpe blu col tacco alto che svelano un piccolo tatuaggio e rendono il suo rapido andare catalizzante. La seguo ancora un attimo con lo sguardo davanti al Madison Square Garden, la piu’ scintillante arena del pianeta Terra, mentre la folla all’ingresso ci assorbe entrambi e gli scanner laser leggono i nostri biglietti d’ingresso. Stasera in citta’ e’di scena una band trentennale che spacca a suon di electro new wave e fish and chips. Due ore di adrenalina pura, di Depeche Mode ed un’onda continua di centomila corpi ondeggianti ed immagini video sparate che ammaliano e ti fanno pensare - cazzo - poi alla fine ci siamo arrivati al 2010.”</description><link>http://www.nuiorc.com/post/384417831</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/384417831</guid><pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:43:37 -0500</pubDate></item><item><title>La classe media va a Coney.</title><description>&lt;p&gt;2/8. La linea Q del Subway il sabato mattina porta l’immenso popolo della Mela alle spiagge cittadine della Piccola Russia; dalle parti di Coney dove la costa di Brooklyn si bagna nella baia di New York. Su dal Bronx sono anche piu’ di 2 ore di viaggio. Il vagone e’colmo come in un weekday ma il vociare allegro e le sedie pieghevoli da mare sostituiscono i musi lunghi ed i laptop dei lunedi’ di lavoro. E’ chiaro a tutti che oggi e’ festa. Una giovane famiglia nera si stringe tra passeggino ed ombrellone pieghevole; il bimbo piu’ grande sorride grato al padre con i suoi denti bianchissimi. Un gruppo di coppie latine appena salito alla 59esima strada mescola schiamazzi a sorsate di rum dominicano nascosto nell’ipocrisia di Zio Sam e del sacchetto di carta. Gli uomini sovrappeso con le bluse degli Yankees ed i tatuaggi della Virgen de Guadalupe parlano spanglish. Le pagine in cirillico del paperback che la signora ha tra le mani tradiscono la sua origine russa e lei a Little Odessa non ci va al mare, ma ci torna a casa dopo il turno d’infermiera su in ospedale a Midtown. Il treno e’ un local e per attraversare Brooklyn impiega una buona ora, ferma a tutte le stazioni ed a seconda della zona carica su italiani, messicani, coreani, indiani e caraibici, tutti livellati dagli stessi marchi di junk food che gridano -mangiami!- dalle buste in plastica, dai cartoni della pizza e dai bicchieroni supersize stracolmi di ghiaccio e calorie che tengono tra le mani con avidita’.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La voce del macchinista urla all’altoparlante -Briiiighton Beeeeach!- e le porte automatiche si aprono. Il gelo dell’aria condizionata si scontra con il caldo umido dell’agosto atlantico. La folla si riversa fuori. Brighton Beach non e’ il piu’ bel quartiere di New York City ma sicuramente ha fascino. La stazione e’ una sopraelevata d’antico acciaio americano e sta li’ gia’ da almeno 100 anni. Scendendo le scale ci si immerge in strada. Qui tutto e’ in caratteri cirillici, come il libro dell’infermiera, lo e’ persino l’insegna “telefono” sulla cabina. Qui arrivavano i russi e tutti quegli euroasiatici che scappavano dalla morsa della grande madre Rossjia certi di barattare il grigio socialismo con il sogno stelle e strisce, ma che poi si sono ritrovati a vivere in un paradosso etnico-geografico, in uno scialbo scenario con un nome britannicissimo alla periferia di Broccolino. I russi  per luogo comune non riesci ad abbinarli al mare ed infatti loro fanno finta che l’oceano, nascosto dietro brutte palazzine non esista e si ostinano a vendere caviale e salmone ed a dirti &lt;i&gt;spasiba&lt;/i&gt; per grazie. Ma e’ in dollari che si fanno pagare. Le etnie che attraversano la via dirette al mare non sembrano dar troppo peso a questi algidi autoctoni, tutt’al piu’ sostano negli stores per comprare ancora food da spiaggia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come in quelle vecchie foto degli anni trenta l’immensa spiaggia atlantica e’ una distesa continua di esseri umani. Ognuno col suo credo, il suo colore, il suo tenore ed i suoi gusti. Ognuno illudendosi allegramente al sole d’agosto con il proprio American Dream al fresco nella ghiacciaia con le birre.&lt;/p&gt;
&lt;!--EndFragment--&gt;</description><link>http://www.nuiorc.com/post/384416987</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/384416987</guid><pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:42:59 -0500</pubDate></item><item><title>"23/7. Oggi piccolo grande record 1h e 12 minuti di corsa effettiva. Al 24esimo minuto nel parco..."</title><description>“23/7. Oggi piccolo grande record 1h e 12 minuti di corsa effettiva. Al 24esimo minuto nel parco sotto il Queensboro bridge, lungo il fiume, ho trovato una palla da baseball e l’ho fatta mia custodendola fino a casa, prima in una mano, poi nell’altra. Verso il 55esimo minuto ho letto sul muro della biblioteca l’incipit della Divina Commedia in Italiano, i primi tre versi dell’Inferno. Surreale tra i meccanici indiani del Queens.”</description><link>http://www.nuiorc.com/post/384414625</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/384414625</guid><pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:41:22 -0500</pubDate></item><item><title>"20/7. Correndo lungo la banchina dell’East River ho iniziato un gioco di sfida e resistenza...."</title><description>“20/7. Correndo lungo la banchina dell’East River ho iniziato un gioco di sfida e resistenza. Cerco di tener testa ai rimorchiatori che scendono il fiume verso la baia di New York. Sono delle giganti balene rosse che scivolano sulle acque scure e per un pezzo riesco a batterle, poi mi sopraffanno, ma io, soddisfatto, mantengo il mio ritmo.”</description><link>http://www.nuiorc.com/post/384413506</link><guid>http://www.nuiorc.com/post/384413506</guid><pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:40:35 -0500</pubDate></item></channel></rss>

