I miei occhi, i miei passi, il mio ritmo e New York City di fronte che ammicca. Le note di un biker mediterraneo prestato al cuore di Brooklyn.
Sono nato nel 1977 in un inverno di piombo con il Sole che splendeva su Napoli. Sono stato un cowboy in Maremma Toscana negli anni '80. Sono uscito indenne dagli anni '90 ed ho viaggiato in 45 Paesi. Faccio il Visual Designer. Mi perdo nei miei sogni, molti li realizzo, altri mi fanno da cuscino. Quello che non scrivo lo scatto. Poi ho scelto Nuiorc.
19/5. Ho attraversato tutta la 54th strada da east a west, da casa all’Hudson river, fino a trovarmi di fronte al New Jersey, lungo la costa ho iniziato a correre per 70 strade in direzione nord, da Hell’s Kitchen alla 125th ad Harlem. E’ affascinanate osservare il mondo al passo rapido della corsa. Ho visto uomini grandi su bici piccole e paperi che si sollazzavano al sole, ho visto barconi lenti risalire il fiume ed ho visto i ricchi fare sport su Riverside park ed i poveri venir giu’ da Harlem in bicicletta, proprio come fanno i ricchi, ho visto ragazze assorte alla luce del tramonto con un buon libro tra le mani e padri con il guantone da baseball e figli che lanciavano la palla. Ho visto il New Jersey di fronte, a meta’ tra sonnecchioso ed operoso ed in fondo il Washington bridge, ponte che ti proietta nella profonda America. Guardavo l’Hudson farsi piccolo verso nord ed immaginavo i nativi in canoa solo 200 anni fa. Ho smesso di correre ad Harlem, dove il colore della mia pelle e’ in netta minoranza, ma mi sono sentito libero perche’ il sorriso della gente ti penetra sotto la pelle, molto piu’ che sulla Fifth Avenue.